CASTAGNO D'INDIA
NOME VOLGARE: ippocastano
NOME SCIENTIFICO: Aesculus Hyppocastanum
NOME DIALETTALE: castegner matto
CLASSIFICAZIONE:
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Terebintali
FAMIGLIA: Ippocastanacee
GENERE: aesculus
ETIMOLOGIA: aesculus riprende il nome di un’antica quercia sacra a Giove della quale l’albero ripete la maestosità; Hippocastanum significa
Castagna del cavallo, perché venivano usati i semi per guarire i cavalli bolsi; ”castagna d’india”per abitudine degli antichi di chiamare indiano tutto ciò che veniva da oriente; l’attributo “matta”è indicato per differenziare il seme dal frutto commestibile del castagno.
ORIGINE-DIFFUSIONE-ADATTABILITA-SCOPO: E’ originario dell’Asia Occidentale e dei Balcani.E’ entrato in Europa ad opera dei Turchi nel XVI Secolo e fu subito accolto in Francia ed in Inghilterra.Cresce con facilità, si adatta a climi e terreni diversi ed è apprezzato come pianta da ombra per giardini.Usato per alberature stradali, è sconsigliabile sia perché perde le foglie sia perché i frutti pungenti sono pericolosi nella brusca caduta.Sopporta molto bene l’inquinamento e l’asfalto.
PORTAMENTO: arboreo, alto fino a 30m.
FUSTO-CORTECCIA-LEGNO: la corteccia è bruna, liscia e si screpola con l’età.
Il legno è molle, leggero, senza consistenza e soggetto a marcire; ha un limitato valore economico dato che è molto leggero e tenero.Il fusto può raggiungere i 2m di diametro.Viene impiegato soprattutto come legname da ardere.Esistono diverse varietà orticole a seconda del portamento dell’albero, del colore dei fiori e dell’aspetto delle foglie.
CHIOMA (FOGLIE-FIORI- FRUTTI): La chioma è espansa e rotondeggiante e fitta.La chioma è costituita da foglie palmate e composte da 5-7 foglie lanceolate, sessili, oblate oblunghe, dentate di colore verde chiaro che hanno lunghi piccioli. I fiori sono bianchi, con cinque macchie fucsia alla base dei petali, e molto odorosi in pannocchie terminali erette.I fiori ricoprono l’albero con inflorescenze lunghe che si verificano tra aprile e maggio e in annate favorevoli possiamo trovare inflorescenze anche in autunno; sono, come in tutto il genere, sono samare geminate o doppie con un’espansione alare.La castagna d’india è una capsula con involucro esterno irto di spine detto “riccio”; all’interno due semi simili a grosse castagne ma più lisci e più globosi che all’interno presentano un embrione a cotiledoni voluminosi e ricchi di fecola.I semi non sono commestibili a causa di un principio astringente e amaro, l’esculina, presente nella corteccia dell’albero ma dopo la cottura lo diventano per i maiali.
Gli ippocastani non vengono potati se non in caso di muffa o malattia.
CURIOSITA'
NOTE BOTANICHE: è di rapida crescita, vive in media due secoli e comincia a fiorire intorno ai 15 anni. I fiori sono in parte ermafroditi e in parte maschili.Questi ultimi sono, solitamente, all’apice dell’inflorescenza.La macchia presente alla base del petalo cambia, quando il fiore invecchia, da gialla a rosa a rosso intenso.Teme la siccità e il gelo prolungato specialmente se è giovane. Inoltre, non sopporta la presenza di cloro e di acido cloridrico.
ALTRI USI: le diverse parti della pianta sono usate nella medicina tradizionale mentre gli estratti usati nella fitoterapia sono ottenuti dai semi della pianta.La castagna è pericolosa per gli uomini ma è appetita da equini e bovini mentre i volatili rimangono avvelenati.
La farina dei semi era usata per detergere e ravvivare il colore della stoffa scura mentre le foglie tingono di marrone chiaro la lana.
Da questa pianta si ricava l’amido per l’industria alimentare.
SPECIE AFFINI: dall’incrocio tra A.Ippocastanum e A.Pavia è stato ottenuto un ibrido bellissimo che è stata chiamato A. x carnea di dimensioni più piccole (20 m circa) con pannocchie color corallo, con meno fiori e frutti più piccoli e spesso inermi; quest’ibrido sembra essere più resistente all’inquinamento.
NOME VOLGARE: ippocastano
NOME SCIENTIFICO: Aesculus Hyppocastanum
NOME DIALETTALE: castegner matto
CLASSIFICAZIONE:
CLASSE: Dicotiledoni
ORDINE: Terebintali
FAMIGLIA: Ippocastanacee
GENERE: aesculus
ETIMOLOGIA: aesculus riprende il nome di un’antica quercia sacra a Giove della quale l’albero ripete la maestosità; Hippocastanum significa
Castagna del cavallo, perché venivano usati i semi per guarire i cavalli bolsi; ”castagna d’india”per abitudine degli antichi di chiamare indiano tutto ciò che veniva da oriente; l’attributo “matta”è indicato per differenziare il seme dal frutto commestibile del castagno.
ORIGINE-DIFFUSIONE-ADATTABILITA-SCOPO: E’ originario dell’Asia Occidentale e dei Balcani.E’ entrato in Europa ad opera dei Turchi nel XVI Secolo e fu subito accolto in Francia ed in Inghilterra.Cresce con facilità, si adatta a climi e terreni diversi ed è apprezzato come pianta da ombra per giardini.Usato per alberature stradali, è sconsigliabile sia perché perde le foglie sia perché i frutti pungenti sono pericolosi nella brusca caduta.Sopporta molto bene l’inquinamento e l’asfalto.
PORTAMENTO: arboreo, alto fino a 30m.
FUSTO-CORTECCIA-LEGNO: la corteccia è bruna, liscia e si screpola con l’età.
Il legno è molle, leggero, senza consistenza e soggetto a marcire; ha un limitato valore economico dato che è molto leggero e tenero.Il fusto può raggiungere i 2m di diametro.Viene impiegato soprattutto come legname da ardere.Esistono diverse varietà orticole a seconda del portamento dell’albero, del colore dei fiori e dell’aspetto delle foglie.
CHIOMA (FOGLIE-FIORI- FRUTTI): La chioma è espansa e rotondeggiante e fitta.La chioma è costituita da foglie palmate e composte da 5-7 foglie lanceolate, sessili, oblate oblunghe, dentate di colore verde chiaro che hanno lunghi piccioli. I fiori sono bianchi, con cinque macchie fucsia alla base dei petali, e molto odorosi in pannocchie terminali erette.I fiori ricoprono l’albero con inflorescenze lunghe che si verificano tra aprile e maggio e in annate favorevoli possiamo trovare inflorescenze anche in autunno; sono, come in tutto il genere, sono samare geminate o doppie con un’espansione alare.La castagna d’india è una capsula con involucro esterno irto di spine detto “riccio”; all’interno due semi simili a grosse castagne ma più lisci e più globosi che all’interno presentano un embrione a cotiledoni voluminosi e ricchi di fecola.I semi non sono commestibili a causa di un principio astringente e amaro, l’esculina, presente nella corteccia dell’albero ma dopo la cottura lo diventano per i maiali.
Gli ippocastani non vengono potati se non in caso di muffa o malattia.
CURIOSITA'
NOTE BOTANICHE: è di rapida crescita, vive in media due secoli e comincia a fiorire intorno ai 15 anni. I fiori sono in parte ermafroditi e in parte maschili.Questi ultimi sono, solitamente, all’apice dell’inflorescenza.La macchia presente alla base del petalo cambia, quando il fiore invecchia, da gialla a rosa a rosso intenso.Teme la siccità e il gelo prolungato specialmente se è giovane. Inoltre, non sopporta la presenza di cloro e di acido cloridrico.
ALTRI USI: le diverse parti della pianta sono usate nella medicina tradizionale mentre gli estratti usati nella fitoterapia sono ottenuti dai semi della pianta.La castagna è pericolosa per gli uomini ma è appetita da equini e bovini mentre i volatili rimangono avvelenati.
La farina dei semi era usata per detergere e ravvivare il colore della stoffa scura mentre le foglie tingono di marrone chiaro la lana.
Da questa pianta si ricava l’amido per l’industria alimentare.
SPECIE AFFINI: dall’incrocio tra A.Ippocastanum e A.Pavia è stato ottenuto un ibrido bellissimo che è stata chiamato A. x carnea di dimensioni più piccole (20 m circa) con pannocchie color corallo, con meno fiori e frutti più piccoli e spesso inermi; quest’ibrido sembra essere più resistente all’inquinamento.
Immagine da: http://www.fungoceva.it/alberi/ippocastano.htm


