NOME VOLGARE: lupino
NOME SCIENTIFICO: lupinus albus
CLASSIFICAZIONE:
CLASSE: dicotiledoni
FAMIGLIA: papilonacee (o leguminose)
ETIMOLOGIA: dal greco sapore amaro in allusione al sapore dei semi prima della cottura.
CARATTERISTICHE:
sono piante annuali e perenni e raramente subarbustive od arbustive, ma sono anche piante foraggere o da sovescio.Le foglie sono imparipennate e digitate su lunghi steli con 5-9 foglioline coperte da peluria. I fiori sono di vari colori, soprattutto blu, porporini, maculati, e più raramente bianchi o gialli, sostenuti da brevi pedicelli in un racemo, visibili in luglio nelle lunghe inflorescenze; spesso eleganti e talora profumati, i fiori hanno calice bilabiato, a cinque denti ineguali e corolla a vessillo ampio ed eretto, ovato, ali riunite alla sommità in modo da celare la carena acuminata ed unguicolata.I frutti hanno un bacello coperto da peluria contenente fino a sei semi di colore e grandezza assai variabile.
DIFFUSIONE-HABITAT-SCOPO:
queste piante sono proprie di climi temperato-caldi o anche tropicali se crescenti in montagna; non sopportano però il freddo e soprattutto le brinate.Le specie di Lupino sono, per la massima parte, proprie del continente americano, ma presenti, sia pure in numero modesto, anche nell’area mediterranea.Circa sei specie sono partecipi della nostra flora nella zona dell’ulivo, ma solo raramente raggiungendo stazioni più elevate attorno ai 600-700 m, sempre in regioni favorite dal clima, come la Liguria, dalla Puglia verso Sud comprese le grandi isole.E’ una pianta spontanea in tutta l’area mediterranea ed anche in Italia.Nelle coltivazioni, predilige i terreni sabbiosi, e quelli poverissimi o privi di calcare dove produce annualmente da 10 a 15 q./ha. di semi.
Il Lupino è molto importante nel settore dell’alimentazione del bestiame e anche dell’uomo, così come in quello della floricoltura. I Lupini vengono largamente utilizzati nella floricoltura anche per le loro vistosissime fioriture; servono nel giardino per macchia, aiuole, bordure sia come piante di produzione industriale, per il fiore reciso.Lo si semina in autunno nelle regioni a clima mite e in primavera nelle regioni ad inverno rigido.
CURIOSITA'
I Lupini sono piante assai anticamente conosciute dall’uomo, come testimoniano i ritrovamenti dei semi nelle tombe dei faraoni, risalenti a diverse specie; anche i Romani coltivavano i Lupini facendone grande uso alimentare soprattutto attraverso la specie Lupinus albus.Attualmente nelle coltivazioni si preferisce il Lupinus luteus o meglio le specie da esso derivate; sino a circa 150 anni or sono questa specie era coltivata solo come pianta da sovescio ma in seguito, con la selezione delle varietà, si misero in luce le doti positive dei semi.
LE DIVERSE SPECIE COLTIVATE:
Specie a fioritura primaverile: le più importanti sono Lupinus perennis, lupinus luteus (il lupino giallo), lupinus hirsutus, lupinus pilosus
Specie a fioritura estiva: le principali sono Lupinus poliphillus, lupinus hibridus (ibrido derivato dal lupinus mutabilis).
Altre specie: lupinus albus (il lupino bianco), il lupinus angustifolius (il lupino azzurro), lupinus spp.
LUPINUS LUTEUS: E’ il lupino giallo. Ha foglie composte di 7-9 foglioline un po’ pelose, ovali e allungate, inserite come le dita di una mano su un lungo picciolo; i fiori, gialli, profumati, dalla tipica corolla papilonacea, sono riuniti in inflorescenze a grappolo all’estremità del fusto.Con il lupino azzurro e quello bianco (lupinus albus) è coltivato per la produzione di foraggio verde o per i semi ricchi di proteine e molto
nutrienti.Queste tre specie sono le meno frequenti in Italia.
LUPINUS SPP: le parti che costituiscono questa pianta, in particolare i semi, sono velenosi poiché contengono gli alcaloidi (fra i quali la lupiniana) che non sono distrutti né da essiccazione né da conservazione.Gli effetti sono depressione respiratoria e diminuzione di attività cardiaca.La sensibilità al veleno e i sintomi variano da animale a animale così come varia il grado di tossicità di una specie cambia considerevolmente da anno ad anno, a seconda delle condizioni.
Le specie non velenose di lupino possono essere direttamente mangiati dopo la cottura in acqua, oppure vengono macinati per la preparazione di farine di grano, avena, piselli, fagioli ecc.
NOME SCIENTIFICO: lupinus albus
CLASSIFICAZIONE:
CLASSE: dicotiledoni
FAMIGLIA: papilonacee (o leguminose)
ETIMOLOGIA: dal greco sapore amaro in allusione al sapore dei semi prima della cottura.
CARATTERISTICHE:
sono piante annuali e perenni e raramente subarbustive od arbustive, ma sono anche piante foraggere o da sovescio.Le foglie sono imparipennate e digitate su lunghi steli con 5-9 foglioline coperte da peluria. I fiori sono di vari colori, soprattutto blu, porporini, maculati, e più raramente bianchi o gialli, sostenuti da brevi pedicelli in un racemo, visibili in luglio nelle lunghe inflorescenze; spesso eleganti e talora profumati, i fiori hanno calice bilabiato, a cinque denti ineguali e corolla a vessillo ampio ed eretto, ovato, ali riunite alla sommità in modo da celare la carena acuminata ed unguicolata.I frutti hanno un bacello coperto da peluria contenente fino a sei semi di colore e grandezza assai variabile.
DIFFUSIONE-HABITAT-SCOPO:
queste piante sono proprie di climi temperato-caldi o anche tropicali se crescenti in montagna; non sopportano però il freddo e soprattutto le brinate.Le specie di Lupino sono, per la massima parte, proprie del continente americano, ma presenti, sia pure in numero modesto, anche nell’area mediterranea.Circa sei specie sono partecipi della nostra flora nella zona dell’ulivo, ma solo raramente raggiungendo stazioni più elevate attorno ai 600-700 m, sempre in regioni favorite dal clima, come la Liguria, dalla Puglia verso Sud comprese le grandi isole.E’ una pianta spontanea in tutta l’area mediterranea ed anche in Italia.Nelle coltivazioni, predilige i terreni sabbiosi, e quelli poverissimi o privi di calcare dove produce annualmente da 10 a 15 q./ha. di semi.
Il Lupino è molto importante nel settore dell’alimentazione del bestiame e anche dell’uomo, così come in quello della floricoltura. I Lupini vengono largamente utilizzati nella floricoltura anche per le loro vistosissime fioriture; servono nel giardino per macchia, aiuole, bordure sia come piante di produzione industriale, per il fiore reciso.Lo si semina in autunno nelle regioni a clima mite e in primavera nelle regioni ad inverno rigido.
CURIOSITA'
I Lupini sono piante assai anticamente conosciute dall’uomo, come testimoniano i ritrovamenti dei semi nelle tombe dei faraoni, risalenti a diverse specie; anche i Romani coltivavano i Lupini facendone grande uso alimentare soprattutto attraverso la specie Lupinus albus.Attualmente nelle coltivazioni si preferisce il Lupinus luteus o meglio le specie da esso derivate; sino a circa 150 anni or sono questa specie era coltivata solo come pianta da sovescio ma in seguito, con la selezione delle varietà, si misero in luce le doti positive dei semi.
LE DIVERSE SPECIE COLTIVATE:
Specie a fioritura primaverile: le più importanti sono Lupinus perennis, lupinus luteus (il lupino giallo), lupinus hirsutus, lupinus pilosus
Specie a fioritura estiva: le principali sono Lupinus poliphillus, lupinus hibridus (ibrido derivato dal lupinus mutabilis).
Altre specie: lupinus albus (il lupino bianco), il lupinus angustifolius (il lupino azzurro), lupinus spp.
LUPINUS LUTEUS: E’ il lupino giallo. Ha foglie composte di 7-9 foglioline un po’ pelose, ovali e allungate, inserite come le dita di una mano su un lungo picciolo; i fiori, gialli, profumati, dalla tipica corolla papilonacea, sono riuniti in inflorescenze a grappolo all’estremità del fusto.Con il lupino azzurro e quello bianco (lupinus albus) è coltivato per la produzione di foraggio verde o per i semi ricchi di proteine e molto
nutrienti.Queste tre specie sono le meno frequenti in Italia.
LUPINUS SPP: le parti che costituiscono questa pianta, in particolare i semi, sono velenosi poiché contengono gli alcaloidi (fra i quali la lupiniana) che non sono distrutti né da essiccazione né da conservazione.Gli effetti sono depressione respiratoria e diminuzione di attività cardiaca.La sensibilità al veleno e i sintomi variano da animale a animale così come varia il grado di tossicità di una specie cambia considerevolmente da anno ad anno, a seconda delle condizioni.
Le specie non velenose di lupino possono essere direttamente mangiati dopo la cottura in acqua, oppure vengono macinati per la preparazione di farine di grano, avena, piselli, fagioli ecc.
Immagine da: http://www.biopuglia.iamb.it/erbacee/web2693.htm


