Nome scientifico: Prunus persica
Nome comune: Pesco
Famiglia: Rosaceae
La coltivazione del pesco risale a epoche molto remote. Originario della Cina centrale, fu importato in Italia dalla Persia nel 1° secolo d.c.
La specie si adatta bene a climi temperati-caldi e per questo la produzione è principalmente concentrata nei Paesi mediterranei e in alcune zone degli Stati Uniti.
Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosaceae.
La pianta raggiunge un'altezza media di 3-5 m e presenta un apparato radicale superficiale.
I rami a legno sono vigorosi e portano per lo più gemme a legno;
i rami fruttiferi sono di vario tipo, più deboli, ed hanno la maggioranza delle gemme a fiore.
Si dividono in:
• rami misti, di medio vigore, con gemme a legno e a fiore;
• brindilli, rami esili con varie gemme laterali a fiore e una terminale a legno;
• dardi fioriferi, corti rametti con un gruppo di gemme a fiore disposte a corona e una gemma a legno centrale che ne garantisce l'allungamento.
Il pesco ha fiori isolati di colore violaceo dai quali, dopo l'impollinazione, si sviluppano le drupe contenenti un nocciolo legnoso che racchiude il seme.
La polpa può essere di colore giallo o bianco.
Le pesche vengono suddivise, a seconda delle caratteristiche del frutto e della destinazione del prodotto, in tre gruppi:
• pesche comuni, con buccia pelosa, per il prevalente consumo fresco;
• percoche, per la produzione di pesche sciroppate e macedonie;
• nettarine o pesche noci, con buccia glabra, utilizzate per il consumo fresco.
PROPAGAZIONE: Il pesco si propaga di norma per innesto utilizzando diversi tipi di soggetto.
Il franco è il portainnesto più usato in quanto conferisce alla pianta una buona vigoria e garantisce una costante produttività.
In condizioni pedologico-ambientali avverse si possono impiegare come portainnesti il susino, il mandorlo o, meglio ancora, gli ibridi interspecifici (mandorlo per pesco).
Viene allevato sia in forme tradizionali adatte alla raccolta manuale (vaso, palmetta), sia in altre più idonee alla raccolta meccanica (vaso californiano).
POTATURA:
La potatura di produzione serve a rinnovare le forme fruttifere, a regolare l'entità della fruttificazione e a distribuire la vegetazione in maniera da evitare ombreggiamenti eccessivi. La potatura si esegue quando la pianta è in riposo vegetativo, una volta passati i freddi più intensi.
DIRADAMENTO: Nel pesco si attua molto spesso il diradamento dei frutti poiché, anche dopo la cascola naturale, il loro numero per pianta è in genere è ancora troppo elevato.
L'operazione si effettua quasi esclusivamente a mano, in epoca precoce, dopo la prima cascola naturale.
Pur avendo un periodo di vita variante dai 25 ai 35 anni, il pesco viene normalmente mantenuto in coltivazione per 15-20 anni.
LOTTA ANTIPARASSITARIA: La lotta antiparassitaria nel pesco è molto complessa a causa dei numerosi parassiti animali e vegetali che lo colpiscono.
Tra quelli fungini i più temuti sono il corineo (Coryneum beijerinckii) e il cancro (Fusicoccum amygdali).
Tra i numerosi insetti ricordiamo gli afidi, le cocciniglie, le tignole e i tripidi.
RACCOLTA: Il momento ottimale della raccolta si determina misurando la durezza della polpa per mezzo del penetrometro o analizzando il cambiamento del colore di fondo della buccia.
La raccolta dei frutti destinati al consumo fresco viene eseguita a mano con l'ausilio di scale o carri raccolta; dura in media una settimana e si esegue in 3-4 volte.
Per le pesche destinate all'industria si va sempre più diffondendo la raccolta meccanica tramite scuotimento della pianta e raccolta dei frutti su telai intercettatori.
La specie si adatta bene a climi temperati-caldi e per questo la produzione è principalmente concentrata nei Paesi mediterranei e in alcune zone degli Stati Uniti.
Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosaceae.
La pianta raggiunge un'altezza media di 3-5 m e presenta un apparato radicale superficiale.
I rami a legno sono vigorosi e portano per lo più gemme a legno;
i rami fruttiferi sono di vario tipo, più deboli, ed hanno la maggioranza delle gemme a fiore.
Si dividono in:
• rami misti, di medio vigore, con gemme a legno e a fiore;
• brindilli, rami esili con varie gemme laterali a fiore e una terminale a legno;
• dardi fioriferi, corti rametti con un gruppo di gemme a fiore disposte a corona e una gemma a legno centrale che ne garantisce l'allungamento.
Il pesco ha fiori isolati di colore violaceo dai quali, dopo l'impollinazione, si sviluppano le drupe contenenti un nocciolo legnoso che racchiude il seme.
La polpa può essere di colore giallo o bianco.
Le pesche vengono suddivise, a seconda delle caratteristiche del frutto e della destinazione del prodotto, in tre gruppi:
• pesche comuni, con buccia pelosa, per il prevalente consumo fresco;
• percoche, per la produzione di pesche sciroppate e macedonie;
• nettarine o pesche noci, con buccia glabra, utilizzate per il consumo fresco.
PROPAGAZIONE: Il pesco si propaga di norma per innesto utilizzando diversi tipi di soggetto.
Il franco è il portainnesto più usato in quanto conferisce alla pianta una buona vigoria e garantisce una costante produttività.
In condizioni pedologico-ambientali avverse si possono impiegare come portainnesti il susino, il mandorlo o, meglio ancora, gli ibridi interspecifici (mandorlo per pesco).
Viene allevato sia in forme tradizionali adatte alla raccolta manuale (vaso, palmetta), sia in altre più idonee alla raccolta meccanica (vaso californiano).
POTATURA:
La potatura di produzione serve a rinnovare le forme fruttifere, a regolare l'entità della fruttificazione e a distribuire la vegetazione in maniera da evitare ombreggiamenti eccessivi. La potatura si esegue quando la pianta è in riposo vegetativo, una volta passati i freddi più intensi.
DIRADAMENTO: Nel pesco si attua molto spesso il diradamento dei frutti poiché, anche dopo la cascola naturale, il loro numero per pianta è in genere è ancora troppo elevato.
L'operazione si effettua quasi esclusivamente a mano, in epoca precoce, dopo la prima cascola naturale.
Pur avendo un periodo di vita variante dai 25 ai 35 anni, il pesco viene normalmente mantenuto in coltivazione per 15-20 anni.
LOTTA ANTIPARASSITARIA: La lotta antiparassitaria nel pesco è molto complessa a causa dei numerosi parassiti animali e vegetali che lo colpiscono.
Tra quelli fungini i più temuti sono il corineo (Coryneum beijerinckii) e il cancro (Fusicoccum amygdali).
Tra i numerosi insetti ricordiamo gli afidi, le cocciniglie, le tignole e i tripidi.
RACCOLTA: Il momento ottimale della raccolta si determina misurando la durezza della polpa per mezzo del penetrometro o analizzando il cambiamento del colore di fondo della buccia.
La raccolta dei frutti destinati al consumo fresco viene eseguita a mano con l'ausilio di scale o carri raccolta; dura in media una settimana e si esegue in 3-4 volte.
Per le pesche destinate all'industria si va sempre più diffondendo la raccolta meccanica tramite scuotimento della pianta e raccolta dei frutti su telai intercettatori.


