Specie: Nicotiana tabacum
Nicotiana rustica
Genere:Nicotiana
Famiglia: Solanacee
Ordine: Personate
Sottoclasse: Dialipetale
Classe: Dicotiledoni
Sottodivisione: Angiosperme
Divisione: Spermatofite
Il tabacco è una pianta erbacea della famiglia delle solanacee, come la patata, la melanzana, la petunia.
All'interno di questa famiglia, il tabacco appartiene al genere Nicotiana: pianta annuale dal fusto erbaceo, dalle foglie larghe e isolate. Tutte le piante del tabacco oggi coltivate derivano da due forme primitive: la Nicotiana rustica e la Nicotiana tabacum.
UN PO' DELLA SUA STORIA
Sembra che fin dal primo secolo dopo Cristo gli indiani dell'America settentrionale usassero il tabacco in occasione di riti religiosi o magici, fumandolo in grosse pipe di pietra rossa intagliata, oppure avvolgendo le foglie nell'involucro delle pannocchie di granoturco. In seguito, pur conservando in parte il suo originario carattere sacrale, esso divenne di uso comune fra gli indigeni. Alcune tribù lo fiutavano, dopo averlo preventivamente polverizzato a mezzo di un rudimentale strumento costituito di una canna vuota a forma di Y, la cui parte superiore veniva infilata nelle narici. La fama delle virtù terapeutiche del tabacco indussero gli europei a tentare coltivazioni su larga scala, dapprima nella stessa America quindi in Europa. I primi semi di tabacco vennero portati in Spagna nel 1599 da Francisco Hernandez Boncolo di Toledo, fu tuttavia Jean Nicot a favorire la diffusione del tabacco, consigliandone l'uso alla corte di Francia. Giudicato come rimedio per alcune malattie fu ben presto di moda, non solo presso la corte di Caterina De' Medici, ma nell'intera Europa. In omaggio a Nicot, il botanico Jacques Dalechamps dette alla pianta il nome scientifico di "Herba Nicotina". Dal '600 il tabacco divenne un genere voluttuario. Fumare o fiutare tabacco era ormai una specie di mania collettiva, nonostante gli appelli dei medici che avevano cominciato a considerarlo dannoso. Ragioni di politica interna o religiosa avevano imposto regimi monopolistici o divieti di coltivazione: un decreto cinese del 1638 prescriveva per i trafficanti la decapitazione, pene severissime erano previste in Russia. Tuttavia il tabacco aumentò la sua universale popolarità, che raggiunse il massimo incremento con largo consumo dei sigari e delle sigarette a partire dalla metà dell'Ottocento fin alle punte massime dei giorni nostri.
COLTIVAZIONE
La coltivazione di questa pianta non è semplice, perchè i semi del tabacco sono troppo piccoli per essere seminati in campo aperto e vanno coltivati in serra per almeno due o tre mesi. Quando le piantine sono alte almeno 45 cm. vengono trapiantate nei campi. I campi destinati ad accogliere le piantine di tabacco sono stati precedentemente arati in autunno e ripuliti dalle erbacce in due o tre riprese. In primavera prima del trapianto, vengono fertilizzati con azoto, fosforo e potassio.
PRODUZIONE ITALIANA
L'Italia produce soprattutto tabacco da fumo ed in minore quantità tabacco da fiuto. Fra le varietà italiane di Nicotiana tabacum sono da ricordare lo Spadone delle Marche e dell'Umbria, il Moro del Lazio, il Nostrano della zona del Brenta (Veneto), il Brasile beneventano della Campania, lo Spagnolo della Sicilia, il Secco della Sardegna, il Cantaro del Salento. Tra le varietà di Nicotiana rustica troviamo l'Erba santa del Salernitano ed il Brasile del Leccese.
Nicotiana rustica
Genere:Nicotiana
Famiglia: Solanacee
Ordine: Personate
Sottoclasse: Dialipetale
Classe: Dicotiledoni
Sottodivisione: Angiosperme
Divisione: Spermatofite
Il tabacco è una pianta erbacea della famiglia delle solanacee, come la patata, la melanzana, la petunia.
All'interno di questa famiglia, il tabacco appartiene al genere Nicotiana: pianta annuale dal fusto erbaceo, dalle foglie larghe e isolate. Tutte le piante del tabacco oggi coltivate derivano da due forme primitive: la Nicotiana rustica e la Nicotiana tabacum.
UN PO' DELLA SUA STORIA
Sembra che fin dal primo secolo dopo Cristo gli indiani dell'America settentrionale usassero il tabacco in occasione di riti religiosi o magici, fumandolo in grosse pipe di pietra rossa intagliata, oppure avvolgendo le foglie nell'involucro delle pannocchie di granoturco. In seguito, pur conservando in parte il suo originario carattere sacrale, esso divenne di uso comune fra gli indigeni. Alcune tribù lo fiutavano, dopo averlo preventivamente polverizzato a mezzo di un rudimentale strumento costituito di una canna vuota a forma di Y, la cui parte superiore veniva infilata nelle narici. La fama delle virtù terapeutiche del tabacco indussero gli europei a tentare coltivazioni su larga scala, dapprima nella stessa America quindi in Europa. I primi semi di tabacco vennero portati in Spagna nel 1599 da Francisco Hernandez Boncolo di Toledo, fu tuttavia Jean Nicot a favorire la diffusione del tabacco, consigliandone l'uso alla corte di Francia. Giudicato come rimedio per alcune malattie fu ben presto di moda, non solo presso la corte di Caterina De' Medici, ma nell'intera Europa. In omaggio a Nicot, il botanico Jacques Dalechamps dette alla pianta il nome scientifico di "Herba Nicotina". Dal '600 il tabacco divenne un genere voluttuario. Fumare o fiutare tabacco era ormai una specie di mania collettiva, nonostante gli appelli dei medici che avevano cominciato a considerarlo dannoso. Ragioni di politica interna o religiosa avevano imposto regimi monopolistici o divieti di coltivazione: un decreto cinese del 1638 prescriveva per i trafficanti la decapitazione, pene severissime erano previste in Russia. Tuttavia il tabacco aumentò la sua universale popolarità, che raggiunse il massimo incremento con largo consumo dei sigari e delle sigarette a partire dalla metà dell'Ottocento fin alle punte massime dei giorni nostri.
COLTIVAZIONE
La coltivazione di questa pianta non è semplice, perchè i semi del tabacco sono troppo piccoli per essere seminati in campo aperto e vanno coltivati in serra per almeno due o tre mesi. Quando le piantine sono alte almeno 45 cm. vengono trapiantate nei campi. I campi destinati ad accogliere le piantine di tabacco sono stati precedentemente arati in autunno e ripuliti dalle erbacce in due o tre riprese. In primavera prima del trapianto, vengono fertilizzati con azoto, fosforo e potassio.
PRODUZIONE ITALIANA
L'Italia produce soprattutto tabacco da fumo ed in minore quantità tabacco da fiuto. Fra le varietà italiane di Nicotiana tabacum sono da ricordare lo Spadone delle Marche e dell'Umbria, il Moro del Lazio, il Nostrano della zona del Brenta (Veneto), il Brasile beneventano della Campania, lo Spagnolo della Sicilia, il Secco della Sardegna, il Cantaro del Salento. Tra le varietà di Nicotiana rustica troviamo l'Erba santa del Salernitano ed il Brasile del Leccese.
Fonti: http://www.chirurgiatoracica.org/il_tabacco.ttm
http://www.provincia.venezia.it/gcesare/e_ep/e_ep2/tabacc1.htm
Immagine da: http://www.lasalute.org/iptdsfoto1.htm


