Etimologia: dal latino tardo Herbarium derivato di "Herba" erba
L’erbario è una raccolta di piante seccate , pressate e fissate su fogli di carta bianca di misura standard .Esso permette la conservazione indefinita allo stato secco delle forme e delle strutture , anche se talvolta deformate dalla compressione .Tutti i tipi di piante o parti di esse possono essere conservate in un erbario ; vi sono però piante, loro parti e altri elementi vegetali che mal si prestano all’essiccazione o alla conservazione come ad esempio funghi, frutti, grossi semi, strobili, rami, radici; questi allora vengono conservati separatamente a secco in barattoli, buste o scatole come nel caso dei semi, dei frutti secchi e dei rami,oppure vengono conservati in alcool, formalina o inglobati in resine speciali come nel caso dei funghi, dei frutti carnosi, ecc. Gli elementi vegetali quindi che non sono compresi nell’erbario possono a loro volta costituire collezioni parallele di complemento all’erbario: xiloteche( legni), spermoteche( semi) carpoteche( frutti) , cecidoteche( galle) palinoteche( pollini)ecc. Tali collezioni devono essere disinfestate regolarmente per evitare attacchi di muffe e di insetti.
STORIA
Il più noto degli Herbari è probabilmente il "De Herbis" attribuito ad Apuleio che si ritiene risalga al principio del II sec.
L'erbario di Apuleio fu maggiormente diffuso nel Medioevo.
Più tardi si trovavano nelle biblioteche degli erbari simili. Spesso, inoltre, trattati medici vengono arricchiti di figure che illustrano le piante utilizzate come medicamenti.
Alla fine del secolo XV e al principio del XVI per merito del botanico Cesalpino, inizia l'uso della raccolta di piante disseccate e attaccate al foglio in sostituzione del disegno.
I più antichi di questi erbari sono andati perduti, ma se ne conservano ancora parecchi della seconda metà del XVI sec.. Tra questi ricordiamo quello di Luca Ghini dell'università di Bologna e Pisa, custodito nella Biblioteca angelica di Roma, di data imprecisabile, con 355 piante incollate.
Molti erbari hanno anche preso il nome di "Exsiccata", quando erano formati da specie analizzate da specialisti e per lo più raccolte in numerosi esemplari, che assumevano così importanza rilevante per il confronto sistematico con altre specie.
L’erbario presenta interessi di diverso tipo: storico, scientifico e didattico.
Storico: Spesso in un erbario vengono conservate piante raccolte due o tre secoli fa in ambienti ora non più esistenti. Può inoltre servire da documentazione per ricostruire gli itinerari delle spedizioni a cui appartenevano esploratori e scienziati.
Scientifico: L’erbario è uno strumento di studio indispensabile per la ricerca botanica ed in particolare per la sistematica , la fitogeografia, l’ecologia,la genetica., ecc. Esso è infatti il modo più semplice per conservare campioni che serviranno da confronto con altri di cui si desidera riconoscere l’identità.
L’erbario consente inoltre studi comparativi sulla morfologia( aspetto, caratteristiche fondamentali) delle specie vegetali quando si mettono a confronto più campioni, ricostruzioni di areali ( distribuzioni) di una determinata specie, osservazioni sulla variabilità di una specie e formulazioni di ipotesi sulle cause di tale variabilità. Non bisogna inoltre dimenticare che negli erbari vengono conservati anche i “ tipi ” di una determinata specie , cioè i campioni sui quali tale entità è stata descritta per la prima volta e che rappresentano il materiale di confronto a cui è necessario fare riferimento nel riconoscimento di altri campioni
L’erbario è una raccolta di piante seccate , pressate e fissate su fogli di carta bianca di misura standard .Esso permette la conservazione indefinita allo stato secco delle forme e delle strutture , anche se talvolta deformate dalla compressione .Tutti i tipi di piante o parti di esse possono essere conservate in un erbario ; vi sono però piante, loro parti e altri elementi vegetali che mal si prestano all’essiccazione o alla conservazione come ad esempio funghi, frutti, grossi semi, strobili, rami, radici; questi allora vengono conservati separatamente a secco in barattoli, buste o scatole come nel caso dei semi, dei frutti secchi e dei rami,oppure vengono conservati in alcool, formalina o inglobati in resine speciali come nel caso dei funghi, dei frutti carnosi, ecc. Gli elementi vegetali quindi che non sono compresi nell’erbario possono a loro volta costituire collezioni parallele di complemento all’erbario: xiloteche( legni), spermoteche( semi) carpoteche( frutti) , cecidoteche( galle) palinoteche( pollini)ecc. Tali collezioni devono essere disinfestate regolarmente per evitare attacchi di muffe e di insetti.
STORIA
Il più noto degli Herbari è probabilmente il "De Herbis" attribuito ad Apuleio che si ritiene risalga al principio del II sec.
L'erbario di Apuleio fu maggiormente diffuso nel Medioevo.
Più tardi si trovavano nelle biblioteche degli erbari simili. Spesso, inoltre, trattati medici vengono arricchiti di figure che illustrano le piante utilizzate come medicamenti.
Alla fine del secolo XV e al principio del XVI per merito del botanico Cesalpino, inizia l'uso della raccolta di piante disseccate e attaccate al foglio in sostituzione del disegno.
I più antichi di questi erbari sono andati perduti, ma se ne conservano ancora parecchi della seconda metà del XVI sec.. Tra questi ricordiamo quello di Luca Ghini dell'università di Bologna e Pisa, custodito nella Biblioteca angelica di Roma, di data imprecisabile, con 355 piante incollate.
Molti erbari hanno anche preso il nome di "Exsiccata", quando erano formati da specie analizzate da specialisti e per lo più raccolte in numerosi esemplari, che assumevano così importanza rilevante per il confronto sistematico con altre specie.
L’erbario presenta interessi di diverso tipo: storico, scientifico e didattico.
Storico: Spesso in un erbario vengono conservate piante raccolte due o tre secoli fa in ambienti ora non più esistenti. Può inoltre servire da documentazione per ricostruire gli itinerari delle spedizioni a cui appartenevano esploratori e scienziati.
Scientifico: L’erbario è uno strumento di studio indispensabile per la ricerca botanica ed in particolare per la sistematica , la fitogeografia, l’ecologia,la genetica., ecc. Esso è infatti il modo più semplice per conservare campioni che serviranno da confronto con altri di cui si desidera riconoscere l’identità.
L’erbario consente inoltre studi comparativi sulla morfologia( aspetto, caratteristiche fondamentali) delle specie vegetali quando si mettono a confronto più campioni, ricostruzioni di areali ( distribuzioni) di una determinata specie, osservazioni sulla variabilità di una specie e formulazioni di ipotesi sulle cause di tale variabilità. Non bisogna inoltre dimenticare che negli erbari vengono conservati anche i “ tipi ” di una determinata specie , cioè i campioni sui quali tale entità è stata descritta per la prima volta e che rappresentano il materiale di confronto a cui è necessario fare riferimento nel riconoscimento di altri campioni
Scheda di costruzione di un erbario
Grazie alla collaborazione con l'Università di Genova presentiamo la seguente scheda:
Grazie alla collaborazione con l'Università di Genova presentiamo la seguente scheda:
HERBARIUM UNIVERSITATIS GENUENSIS
FLORA LIGUSTICA
FLORA LIGUSTICA
(Genere, Specie e Autore) …………………………………
Località………………………………………………… Alt.m…………………..
Substrato………………………………………………………………………………..
Habitat………………………………………………………………………………….
Data…………………… Leg. (nome del raccoglitore)………………………..…
Det. (nome dello studioso che ha determinato l’esemplare)
…………………………………………………….
Località………………………………………………… Alt.m…………………..
Substrato………………………………………………………………………………..
Habitat………………………………………………………………………………….
Data…………………… Leg. (nome del raccoglitore)………………………..…
Det. (nome dello studioso che ha determinato l’esemplare)
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Didattico:
Si tratta di una collezione ad uso delle scuole secondarie, pubblicata a Firenze alla fine del 1800. Consta di 205 specie spillate su fogli bianchi, riuniti in varie camicie (una per ogni famiglia) tutte hanno un cartellino stampato recante il nome scientifico, la famiglia, il nome italiano, il luogo d’origine della pianta, la sua distribuzione, l’habitat preferenziale, le proprietà medicinali e gli eventuali usi.
Nonostante i recenti impetuosi sviluppi delle tecniche di indagine e di comunicazione, “la classica” preparazione di un erbario rimane ancor oggi un esercizio di elevato valore educativo e didattico.
Erbario ministeriale
Nel 1881, epoca in cui in Europa e in Italia fiorivano gli scambi di exsiccata, il Ministero della Pubblica Istruzione diede molta importanza allo studio delle Scienze Naturali dotò, infatti, ciascun Liceo del Regno di un erbario.
Fonti:
- Enciclopedia "F. Motta" 1993;
- Vocabolario della lingua italiana "Devoto Oli "
- Vidali M., Genzo C. "L'Erbario", Comune di Trieste
- Pavan Arcidiaco L., Peccinini Gardini S., Terzo V. "Notizie sugli erbari del ginnasio-liceo Ugo Foscolo" di Pavia
